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Fotovoltaico, l'era del Back Contact e la sfida delle celle tandem

Dalle frontiere dell'efficienza record raggiunte con la tecnologia tandem silicio-perovskite fino al consolidamento sul mercato dei moduli di seconda generazione Back Contact (BC). In questa intervista, Gianluigi Riva, Sales Director DG di LONGi analizza le strategie industriali del colosso del solare, illustrando i vantaggi strutturali della tecnologia BC in termini di resa energetica, durabilità e densità di potenza, con uno sguardo rivolto all'evoluzione del mercato fotovoltaico globale e italiano.





LONGi ha recentemente infranto nuovi record di efficienza per le celle tandem. Come si posiziona questa tecnologia rispetto alla tecnologia Back Contact (BC) nei piani industriali dell'azienda, e quale potrebbe essere la loro reale integrazione nella produzione commerciale di moduli fotovoltaici nei prossimi anni?

«Il 14 luglio 2026 LONGi ha raggiunto un'efficienza di conversione energetica del 35,5%, per quanto riguarda le celle solari tandem Silicio-Perovskite. Il risultato è stato anche certificato dall'European Solar Test Installation, un istituto parte del Joint Research Centre della Commissione Europea. Ad oggi, è il record mondiale più alto mai raggiunto per questa tecnologia e dimostra l'assoluta leadership tecnologica di LONGi.

Al momento, però, non abbiamo un vero e proprio piano attivo di produzione di massa per queste celle tandem, nonostante il record, perché bisogna prima superare alcune problematiche. Tra queste, per esempio, l'incapsulamento e la stabilità nel lungo periodo della perovskite. È difficile ipotizzare una reale integrazione nella produzione commerciale di massa, ma è un obiettivo a lungo termine che LONGi si è prefissata di raggiungere entro il 2030».


Dal punto di vista strutturale e di resa, quali sono i vantaggi distintivi che la tecnologia BC (come l'architettura HPBC 2.0) garantisce in termini di assorbimento della luce e resa energetica complessiva rispetto alle architetture TOPCon e ad eterogiunzione?

«I vantaggi sono molteplici. In primis, questa tecnologia, avendo i contatti sulla parte posteriore, per questo si chiama Back-Contact, garantisce una superficie della cella libera dai busbar. Quindi, offre una capacità di assorbimento della luce maggiore del 2,27% rispetto a TOPCon ed eterogiunzione. Inoltre, essendo maggiore la capacità di assorbimento della luce della cella, maggiore è anche la resa energetica complessiva.

Grazie al vetro e a una struttura piramidale in grado di ridurre i riflessi delle onde ultraviolette e aumentare la corrente, riusciamo a garantire un aumento della resa energetica del 2,25% rispetto a TOPCon ed eterogiunzione. Sono proprio queste caratteristiche a rendere questa tecnologia la migliore ad oggi in circolazione».

 




Quali accorgimenti tecnologici ha implementato LONGi per garantire la stabilità e la durabilità dei moduli BC contro il degrado termico e meccanico?

«LONGi con la nuova gamma prodotti con tecnologia Back-Contact di seconda generazione, parlo dei moduli Hi-MO X10, ha introdotto l'innovazione di anti-ombreggiamento e anti-surriscaldamento. In caso di zona d'ombra, il modulo è in grado di bypassare la zona ombreggiata, evitando che tutte le celle collegate cessino la produzione. In questo modo, la perdita di potenza si riduce fino al 70% rispetto ai moduli TOPCon. Contestualmente, con la tecnologia anti-ombreggiamento, la temperatura del modulo resta sotto controllo. Dunque, grazie ad un coefficiente di temperatura che è di -0,26%/°C, si riduce il degrado termico del modulo stesso».

«Per quanto riguarda la resistenza meccanica o la durabilità meccanica, non tutti sanno che LONGi oltre ad essere un produttore di moduli fotovoltaici, è anche leader nella produzione del wafer. Utilizziamo per questa gamma prodotti di nuova generazione il nostro wafer TaiRay, che è un brevetto LONGi. È più elastico e ha uno spessore maggiore rispetto ai wafer tradizionali e aumenta quindi la resistenza meccanica del modulo stesso, garantendo una maggiore affidabilità nel lungo periodo».

L'Italia nel 2025 ha registrato una forte presenza nel segmento residenziale e C&I, affiancata da una progressiva spinta sui grandi impianti a terra. Qual è oggi il tasso di adozione dei moduli Back Contact sul mercato italiano e in quale di questi segmenti vedete la penetrazione più rapida?

«Prima di parlare del mercato italiano, occorre disegnare il quadro generale. Ad oggi, in Cina il mercato del fotovoltaico vale circa il 60% del mercato mondiale ed i moduli Back-Contact dovrebbero arrivare a coprire il 50% circa delle installazioni in Cina nel 2026. Se consideriamo il mercato italiano, nel 2026 l’adozione di moduli back-contact arriverà a coprire circa il 30% della richiesta di mercato. È una precisazione che fa capire quanto si stiano espandendo e a che velocità».


La limitata disponibilità di terreno e le sfide di integrazione nella rete sono temi centrali per lo sviluppo fotovoltaico europeo e italiano. In che modo la maggiore densità di potenza della tecnologia BC aiuta a massimizzare la capacità installata e a superare questi vincoli fisici?

«La maggiore densità di potenza della tecnologia BC aiuta a massimizzare la capacità installata perché questi moduli hanno una potenza maggiore a parità di superficie rispetto ad altri. Quindi, a parità anche di superficie utilizzabile e disponibile del terreno o del tetto, si ottiene una maggiore potenza complessiva dell'impianto. In questo aspetto risiede l’innovazione: non aumentare la potenza aumentando le dimensioni dei moduli, ma, piuttosto, aumentare la potenza lasciando le dimensioni dei moduli invariate. Un vantaggio non da poco dove c’è una disponibilità limitata di terreno e di tetto vista anche la nuova normativa antincendio EN 13501-1 e EN 13501-5, che riducono lo spazio utilizzabile».


Guardando alle previsioni di crescita del mercato solare per i prossimi anni, secondo lei, quali saranno i fattori principali che potrebbero guidare le scelte degli operatori in Italia?

«L'Italia sembra si stia affermando quale terzo mercato più grande in Europa per crescita del fotovoltaico, dopo Germania e Spagna. Tra i fattori principali che possono spingere ancora di più la crescita del mercato, senza dubbio, vedo l'adozione, oltre che di moduli fotovoltaici più performanti, come i nostri moduli Back-Contact di ultima generazione, anche l'utilizzo di batterie di accumulo. Sono questi i fattori che permetteranno al mercato del solare di crescere, diventare ancora più strutturato e di garantire un perfetto bilanciamento della rete elettrica».

 

Articolo realizzato in collaborazione con Rinnovabili.it

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15/09/2026

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