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04-06 Marzo 2026 Quartiere Fieristico di Rimini
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Efficienza energetica e il cammino verso la transizione “verde” del Paese

Efficienza energetica e il cammino verso la transizione “verde” del Paese

L’efficienza energetica è uno dei motori centrali della transizione green. A dirlo a gran voce è l’Unione Europea che ne sottolinea l’importante ruolo nel ridurre l’impatto del riscaldamento globale. Secondo la definizione adottata a livello europeo, l’efficienza energetica consiste nell’utilizzare meno energia per svolgere le stesse attività, che si tratti di riscaldare un’abitazione, illuminare una strada, alimentare i processi industriali o trasportare elettricità attraverso le reti.

Migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni rappresenta una leva fondamentale per contenere i consumi e assicurare adeguati livelli di comfort. Al giorno d’oggi questa esigenza è diventata ancora più urgente: il motivo è legato all’aumento dei prezzi dell’energia e una maggiore attenzione agli impatti ambientali. Intervenire in modo consapevole nella progettazione di un edificio consente di alleggerire le spese e di limitare le emissioni nocive.

 

Efficienza energetica, il benchmark italiano 

Come emerso dall'Energy Efficiency Report 2025 del Politecnico di Milano, l'Italia registra prestazioni superiori alla media continentale quando si esamina il tema dell'intensità energetica. Stando ai dati riportati dagli studiosi del Politecnico, nel 2024 il nostro Paese risulta più virtuoso del 16% rispetto al benchmark europeo, un risultato che colloca l’Italia tra i primi cinque dell'UE. Allargando lo sguardo ad altri parametri come le tendenze di lungo periodo e l'efficacia delle misure messe in campo, la posizione italiana retrocede fino al ventesimo posto su 27 Stati membri.

Analizzando nel dettaglio il nodo degli investimenti, si nota come il 2024 abbia segnato una contrazione significativa con cifre comprese tra 58 e 66 miliardi.

La distribuzione settoriale degli investimenti evidenzia una forte concentrazione nel comparto abitativo, che catalizza circa metà delle risorse disponibili (tra 29 e 32 miliardi di euro) –nonostante le revisioni degli incentivi fiscali. Il terziario assorbe il 42% del totale, mentre industria e pubblica amministrazione si spartiscono la quota rimanente con stanziamenti più contenuti.

Un segnale incoraggiante emerge dal comportamento dei cittadini: negli ultimi cinque anni, circa l’85% dei cittadini ha intrapreso almeno un’azione per ridurre i consumi energetici. Questo dinamismo si è tradotto però in interventi semplici e con un investimento contenuto. Restano infatti significativi i freni rappresentati dai costi delle soluzioni tecnologiche più avanzate e dalla complessità degli iter amministrativi richiesti per accedere ai meccanismi di incentivo.

 

Come cambiano le regole europee 

Il quadro normativo europeo è in evoluzione: la Direttiva sull'efficienza energetica stabilisce un taglio dei consumi dell'11,7% entro la fine del decennio rispetto ai livelli del 2020, con una progressione che si farà più stringente anno dopo anno.

Ancora più rilevanti saranno gli effetti dell’attuazione, attesa nel 2026, della Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici. Il provvedimento stabilisce che più della metà del risparmio energetico del patrimonio immobiliare debba derivare dalla riqualificazione degli edifici meno efficienti, che rappresentano circa il 43% dello stock esistente.

 

Direttiva Casa Green: il miglioramento della prestazione energetica degli edifici passa attraverso un cambio di passo normativo 

Nel 2026 l'Italia sarà chiamata a recepire una delle normative più ambiziose mai concepite per il settore delle costruzioni: la Direttiva Casa Green.

Il motivo per il quale gli edifici sono al centro della transizione green è ormai chiaro: il comparto è responsabile di ben due quinti del fabbisogno energetico complessivo dell'Unione e di oltre un terzo delle emissioni climalteranti. A rendere ancora più critica la situazione è lo stato del parco immobiliare: tre quarti degli edifici europei risulta obsoleto e presenta standard energetici inadeguati rispetto alle esigenze attuali.

La normativa definisce un calendario preciso verso la decarbonizzazione: dal 2024 è obbligatoria l’automazione negli edifici terziari di grandi dimensioni e dal 2025 non sono più previsti incentivi per le caldaie a condensazione tradizionali. Tra il 2026 e il 2029 entreranno in vigore ulteriori obblighi, in particolare l’integrazione di impianti solari nelle nuove costruzioni pubbliche e commerciali entro il 2026, estesa al residenziale entro il 2029, con scadenza anticipata al 2027 per le ristrutturazioni del non residenziale.

L’introduzione dei nuovi standard inciderà sul mercato immobiliare, penalizzando gli edifici più vecchi ed energeticamente inefficienti e favorendo quelli già riqualificati o di recente costruzione. La transizione coinvolgerà l’intera filiera delle costruzioni e il suo esito dipenderà dalla capacità del sistema di gestire il cambiamento, con effetti rilevanti non solo ambientali ma anche sociali ed economici.

 

I punti chiave della Direttiva Casa Green

La direttiva si sviluppa lungo dieci pilastri fondamentali, coprendo un ampio spettro di interventi. Si inizia dall’introduzione di metodologie uniformi per la valutazione delle prestazioni energetiche, fino alla definizione di requisiti minimi per le nuove costruzioni e per gli interventi di ristrutturazione più rilevanti.

Tra le innovazioni di maggiore rilievo figura il calcolo del potenziale di riscaldamento globale sull’intero ciclo di vita dell’edificio, uno strumento che consente di misurarne l’impatto climatico dalla fase costruttiva fino alla dismissione. Vengono introdotti i “passaporti di ristrutturazione”, strumenti pensati per accompagnare ogni immobile con un percorso su misura verso una maggiore efficienza energetica.

La direttiva affronta inoltre ambiti emergenti come le infrastrutture per la mobilità sostenibile integrate negli edifici, l’adozione di sistemi intelligenti di gestione, i controlli periodici sugli impianti di climatizzazione e i requisiti di qualità degli ambienti interni.

 

Cosa possiamo fare oggi per rendere la nostra casa più efficiente? 

Il primo e più fondamentale fattore per migliorare l'efficienza energetica di un edificio risiede in un adeguato isolamento termico e nell'eliminazione dei ponti termici. Un isolamento termico progettato correttamente è determinante per raggiungere alti livelli di efficienza e limitare le perdite energetiche dovute a dispersioni di calore. Per essere davvero efficace, la coibentazione deve avvolgere l’edificio in modo uniforme coinvolgendo tutto l’involucro senza interruzioni. Senza questa base qualsiasi altro intervento tecnologico rischia di risultare inefficace o sottodimensionato rispetto al suo potenziale.

I ponti termici, ovvero le discontinuità dell’isolamento, rappresentano canali privilegiati per la dispersione del calore durante l’inverno e per l’ingresso delle alte temperature nei mesi estivi. Questi punti critici riducono l’efficacia degli interventi di efficientamento e comportano un aumento dei consumi energetici. Per questo, solo un approccio all’isolamento di tipo sistemico e continuo può garantire risultati concreti e duraturi in termini di risparmio energetico.

Negli edifici già esistenti, il problema viene generalmente affrontato applicando uno strato isolante aggiuntivo, come nel caso del cappotto termico esterno.

La scelta degli impianti è un altro dei fattori da tenere in considerazione quando si parla di efficienza energetica. Una delle soluzioni più performanti in tal senso è rappresentata dalla VMC dotata di recuperatore di calore. In questo modo è possibile rinnovare l’aria negli ambienti domestici senza disperdere l’energia termica. La ventilazione meccanica controllata mantiene un ottimo comfort termico e riduce i consumi.

Gli impianti HVAC, inoltre, consentono di controllare in modo efficiente il clima interno degli edifici, garantendo comfort, riduzione dei consumi energetici e rispetto delle normative grazie a sistemi intelligenti e tecnologie digitali avanzate.

I serramenti sono spesso l’anello debole dell’involucro edilizio, poiché favoriscono dispersioni di calore e infiltrazioni d’aria, soprattutto negli edifici più datati e con infissi deteriorati. La soluzione più efficace è la sostituzione con modelli di nuova generazione, che grazie a telai a taglio termico e vetrate isolanti avanzate garantiscono elevate prestazioni di isolamento.

Il futuro dell’efficienza energetica: appuntamento con KEY 2026 a Rimini 

L’efficienza energetica è un capitolo chiave nella transizione energetica che coinvolge il Paese. Gli obiettivi sono ambiziosi, così come le sfide in atto: percorrerle è un imperativo imprescindibile, soprattutto per i comparti più energivori e inquinanti come quello delle costruzioni.

Per orientarsi in questo scenario in trasformazione e scoprire le soluzioni più avanzate, l'appuntamento da non perdere è  a Rimini con KEY - The Energy Transition Expo, che si terrà dal 4 al 6 marzo 2026. Un laboratorio di idee in cui poter apprendere le soluzioni tecnologiche più innovative in grado di delineare il futuro green italiano.

Articolo realizzato in collaboranzione con Infobuildenergia

 

PUBBLICAZIONE

09/01/2026

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