Continua ad essere un periodo di grandi mutamenti per l’industria fotovoltaica globale. Tra politiche nazionali, una competizione sempre più serrata e nuovi investimenti industriali, la tecnologia di celle e moduli ha spinto sull'acceleratore. E, nonostante lo scorso anno i margini siano rimasti schiacciati da una sovracapacità produttiva senza precedenti, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 il settore ha superato una soglia simbolica fino a poco tempo fa riservata ai laboratori: il 25% di efficienza a livello di modulo. Un sorpasso ancora “timido”, in termini di aziende e tecnologie commerciali, ma che mostra un percorso chiaro, contribuendo a risollevare il prezzo spot medio ponderato dei moduli c-Si dopo il minimo storico toccato tra la metà del 2024 e l’estate dello scorso anno. Ovviamente la ripresa non è legata solo all'avanzamento tecnologico: molti degli interventi regolatori messi in campo da Pechino hanno risollevato i prezzi, nonostante l’equilibrio tra domanda e offerta sia ancora lontano. Ma vale la pena guardare da vicino cosa sta accadendo all’innovazione solare.
TOPCon completa il sorpasso, il back contact apre l'era del 25%
Sul piano prettamente tecnologico, il quadro che emerge dai dati di filiera è quello di una transizione ormai compiuta. Il TOPCon, la tecnologia a celle di tipo n con contatti passivati a tunnel di ossido, ha superato la quota di mercato del PERC già nel 2024 e nel corso del 2025 ha consolidato la propria leadership. Le rilevazioni mensili di TaiyangNews sui moduli commerciali a più alta efficienza mostrano come la quota di prodotti TOPCon nella loro classifica sia passata dal 33% di gennaio 2024 al 53% di giugno 2026; nello stesso periodo il PERC è crollato dal 44% al 24%, complice il progressivo pensionamento delle linee produttive più datate. L'eterogiunzione di silicio (HJT/SHJ) si è invece mantenuta stabile attorno al 16-20%, confermandosi una soluzione di nicchia ma solida.
Ben inteso: la lista non è esaustiva dal momento che contempla unicamente i pannelli con efficienze superiori al 21,5%, considerando solo un prodotto di punta per produttore. Più realisticamente la quota di mercato dei pannelli TOPCon dovrebbe aggirarsi intorno al 65% e percentuali riviste al ribasso sia per il PERC che per l’HJT.
Il vero progresso tecnologico arriva però dal fotovoltaico back contact (BC). Nell'aprile 2026 due aziende - AIKO e LONGi - hanno portato sul mercato moduli con il 25% di efficienza, la prima volta in assoluto che un prodotto di serie supera questa soglia. Si tratta di un traguardo che pesa più simbolicamente che numericamente: il BC rappresenta, infatti, ancora il 5%-7% dei prodotti sul mercato a testimonianza di quanto questa soluzione sia ancora più complessa da industrializzare su larga scala rispetto al TOPCon. Ma se c’è una cosa che questo segmento ha dimostrato è di poter avanzare rapidamente. Basti pensare che negli anni la capacità produttiva di una singola linea è stata aumentata di oltre 5 volte e, grazie al rapido sviluppo della modellazione laser e ai continui progressi nel processo a umido, le fasi di produzione delle celle solari BC sono passate dagli oltre 20 passaggi iniziali a 12 passaggi. Al punto che oggi la sua maturità tecnologica e la competitività dei costi appaiono vicine a quelle della tecnologia tradizionale.
Sempre in termini di efficienza di conversione, a marzo 2026, l'industria solare, e più precisamente JA Solar, ha rotto un'altra barriera psicologica portando un modulo TOPCon al 24,1% di efficienza, primo prodotto della categoria a superare il 24%. L'eterogiunzione, dal canto suo, ha toccato il 23,8% grazie a Risen, superando lo storico riferimento di Huasun.
Anche sul fronte della potenza assoluta la corsa non si è fermata: si arriva oggi fino a 740 W per un modulo HJT di Risen, 735 W per il TOPCon di Tongwei e 675 W per moduli BC di AIKO.
Nuove spinte al progresso
A fare da leva potrebbero essere anche i nuovi standard nazionali obbligatori per moduli e inverter della Cina. La mossa replicherà le policy già adottate in passato per favorire la dismissione degli impianti obsoleti e favorire l’innovazione. Nel dettaglio le nuove regole imporranno una "linea di sopravvivenza" tecnologica: per accedere al mercato interno, i moduli dovranno garantire precisi livelli minimi di efficienza. Nel dettaglio è stato ideato un sistema di classificazione a punti che definisce valori differenti per diverse tecnologie:
- Moduli TOPCon: l’efficienza minima dovrebbe attestarsi intorno al 22,4%, con i gradi più alti che salgono oltre il 23,2% e 23,6%
- Moduli a eterogiunzione (HJT): la soglia più bassa è fissata al 22,5%
- Moduli Back-Contact (BC): si richiede un minimo del 23,3%
Lo standard riguarderà ovviamente solo le aziende cinesi ma in un mondo in cui il Gigante asiatico domina oltre l’80% della supply chain solare, è facile immaginarsi che gli impatti della misura escano dai confini nazionali, stimolando ulteriormente il progresso globale.
E nel futuro a medio termine? Secondo la 17ª edizione dell'International Technology Roadmap for Photovoltaics (ITRPV), pubblicata dal gruppo settoriale VDMA Photovoltaic Equipment, l'orizzonte dei prossimi dieci anni parla di un' efficienza di modulo fino al 26,3% per le tecnologie a giunzione singola.
Oltre quella soglia, secondo l'indagine ITRPV, si guarderà necessariamente alle celle tandem a base di silicio e probabilmente di perovskiti. Questa accoppiata ha già dato prova di superare il limite teorico di Shockley-Queisser per le celle a giunzione singola, fissato attorno al 33,7%, ma solo in laboratorio. Attualmente LONGi detiene il record certificato NREL con una cella tandem al 34,85%, un traguardo raggiunto nel giro di poco più di un anno dopo il primo superamento della soglia teorica, avvenuto a fine 2023. Tra il record di laboratorio e il modulo che finisce su un tetto o in un campo fotovoltaico, però, la distanza resta ampia. Oxford PV, la società nata come spin-off dell'Università di Oxford e oggi tra i pionieri più accreditati del settore, produce nel suo stabilimento di Brandenburg an der Havel, in Germania, moduli tandem con efficienze certificate attorno al 26-27%, e ha iniziato a fornire alcuni lotti a clienti utility-scale negli Stati Uniti.
Ma si tratta ancora di volumi limitati, lontani da una vera commercializzazione su larga scala. Tuttavia le analisi più ottimistiche attendono il fotovoltaico a doppia giunzione in produzione di massa attorno al 2027, con un'efficienza di modulo stimata al 27,4% già nel 2028.
Articolo realizzato in collaborazione con Rinnovabili.it
PUBBLICAZIONE
04/09/2026