Tra provvedimenti già in vigore, testi in via di definizione e misure solo annunciate, il 2026 prevede un’agenda molto fitta per il settore energetico: nuove procedure competitive per le rinnovabili, meccanismi per gli energivori (Energy Release 2.0), incentivi termici e “post-Pnrr” su agrisolare, agrivoltaico e comunità energetiche, oltre a riforme di mercato e recepimenti europei (Red 3, market design, Raee, Epbd).
Di seguito una carrellata sintetica sui principali tasselli legislativi e normativi attesi nel 2026, con le date chiave e i punti essenziali da tenere d’occhio.
Date chiave 2026 (promemoria operativo)
· 1° febbraio 2026: fine del periodo transitorio del Tide (riforma del dispacciamento; settlement sbilanciamenti a 15 minuti).
· 2 febbraio 2026: avvio del nuovo Portaltermico per l’accesso agli incentivi del Conto Termico 3.0.
· 3 giugno 2026: entrata in vigore del nuovo decreto “requisiti minimi” edifici.
· 29 maggio 2026: scadenza Ue per definire la traiettoria di ristrutturazione (direttiva Epbd / “case green”).
· 30 giugno 2026: scadenza per la fine lavori degli impianti CER con contributo Pnrr già ammesso.
1) In Manovra 2026 (approvata il 30/12/25): incentivi fiscali, accise e misure settoriali
Iperammortamento (ridisegno della misura)
- Diventa triennale.
- Scompare la maggiorazione “extra” per investimenti green.
- Condizione: beni acquistati Made in EU.
- Esclusione proposta: moduli FV di tipo “A” (registro ENEA ex dl Energia 181/2023: produzione UE e efficienza modulo ≥ 21,5%).
Bonus edilizi (2026)
- Proroga alle condizioni 2025 di:
- Ecobonus (efficienza energetica) al 36%
- Bonus ristrutturazioni al 36%
- Maggiorazione al 50% per prima casa
- Tetto spese detraibili: 96.000 € per unità immobiliare (per entrambe le detrazioni).
Accise carburanti
- Allineamento accise benzina e gasolio per autotrazione dal 1° gennaio 2026, con finalità di eliminazione di un sussidio ambientalmente dannoso (Sad).
Altre misure
- Strutture sanitarie: istituzione di un tavolo tecnico (entro 30 giorni) per analizzare consumi e margini di efficienza.
- Acciaio inossidabile da riciclo: contributo 35 mln €/anno per 3 anni a industrie che usano prevalentemente rottami/materiali di riciclo.
- Biometano – connessioni alla rete gas (modifiche art. 20 d.lgs. 28/2011): ripartizione costi di connessione con quota importante attribuita ai gestori di trasporto/distribuzione (70% connessione; 100% misura/compressione, secondo soluzione individuata).
- Energivori: credito d’imposta per investimenti strumentali secondo le misure del Transizione 5.0 (art. 38 dl 19/2024), con spesa massima 10 mln € per il 2026.
2) Conto Termico 3.0: più platea, più integrazioni tecnologiche
(in vigore dal 25 dicembre 2025)
Dotazione: 900 mln €/anno. Incentivo in conto capitale fino al 65% delle spese ammissibili (fino al 100% per scuole, ospedali, RSA e edifici di piccoli Comuni < 15.000 abitanti). Misura orientata a interventi “piccoli” su edifici esistenti: efficienza energetica e produzione di calore da rinnovabili.
Principali novità operative:
- Beneficiari ampliati: anche terziario, ETS (iscritti al RUNTS), società in house, concessionari di servizi pubblici, CER e gruppi di autoconsumo collettivo.
- Ammesso il Partenariato Pubblico-Privato (PPP).
- Aggiornati costi specifici e massimali per seguire l’andamento dei prezzi.
- Ammesse integrazioni con:
- fotovoltaico e accumulo, oppure colonnine di ricarica,
- solo se abbinate alla sostituzione dell’impianto termico con pompe di calore elettriche.
- Dal 2 febbraio 2026 è operativo il nuovo Portaltermico.
3) Energy Release 2.0: procedura competitiva attesa nei primi mesi 2026
Nei primi mesi del 2026 è atteso l’avvio della procedura competitiva per assegnare gli obblighi di realizzazione di nuovi impianti rinnovabili, collegati alla restituzione ventennale dell’energia “anticipata” nell’ambito dell’Energy Release 2.0.
4) Aste rinnovabili 2026: Fer X a regime, Fer Z e Fer 2 (offshore)
Fer Z (in arrivo)
- Atteso nel 2026, dopo consultazione pubblica chiusa a dicembre.
- Passaggio da un supporto “asset-based” (Fer X) a un modello decentralizzato, con disaccoppiamento tra contratto di incentivazione e asset sottostante.
- Obiettivo: maggiore flessibilità sul mix tecnologico (FV, eolico, batterie, ecc.).
- Contingente iniziale nelle procedure competitive: max 5 GW.
Fer X a regime (calendario 2026–2029)
- Nel 2026 dovrebbe andare a regime: prime aste entro la primavera, poi calendario più regolare fino al 2029 (due gare l’anno).
- Coefficienti di localizzazione per premiare progetti in aree che massimizzano benefici di rete e domanda.
- CfD pagati su tutta l’energia producibile (come nel transitorio).
- Integrazione dei criteri “non-prezzo” del Net Zero Industry Act: applicazione su almeno 30% del contingente complessivo o almeno 6 GW/anno.
Fer 2 (impianti innovativi / alti costi): offshore
- Attesa la prima gara dedicata all’eolico offshore.
- Contingente complessivo offshore: 3,8 GW da assegnare entro il 2028.
5) Rete e flessibilità: Macse, capacity market e Tide
Macse (stoccaggi)
- Nel 2026 attese due aste nel Macse (mercato a termine degli stoccaggi di Terna):
- una per batterie
- una per pompaggi idroelettrici
- Mancano ancora le date ufficiali.
Capacity market
- Previste una o due gare nel 2026: le batterie potrebbero risultare centrali per competitività crescente rispetto alla generazione termoelettrica convenzionale.
Tide (riforma dispacciamento)
- Dal 1° febbraio 2026 si chiude il periodo transitorio del Tide, che riforma il modello di dispacciamento per ampliare la partecipazione alle risorse e ai servizi ancillari (es. regolazione di frequenza), in linea con i regolamenti europei.
- Punto tecnico rilevante: settlement sbilanciamenti a 15 minuti (da orario a quarto d’ora), per un bilanciamento domanda-offerta più efficiente.
6) Aree idonee e DL Energia: nodo autorizzazioni, PPA e repowering
Dl Energia (atteso)
Secondo le bozze circolate a metà dicembre, il decreto potrebbe includere:
- misure contro il caro-bollette
- norme per promuovere PPA nelle PMI
- strumenti per favorire l’uscita volontaria dal Conto Energia di impianti FV, abbinata a interventi di repowering.
Conversione Dl 175: Transizione 5.0 e aree idonee
Pubblicata in Gazzetta Ufficiale (n. 15 del 20 gennaio) la legge n. 4 del 15 gennaio 2026 di conversione del Dl 175.
Novità principali (focus agrivoltaico e perimetri territoriali):
- Nuova definizione di impianto agrivoltaico: moduli in posizione “adeguatamente elevata” da terra.
- Obbligo di dichiarazione asseverata: l’impianto deve conservare almeno l’80% della produzione agricola lorda vendibile (con verifiche e regime sanzionatorio in capo ai Comuni).
- Solar belt: fascia di 350 m da stabilimenti/impianti industriali (ridotta rispetto ai 500 m iniziali), con esclusioni per aree agricole/zootecniche o dove già presenti altri impianti FER.
- Le Regioni devono individuare ulteriori aree idonee entro 120 giorni, rispettando criteri stringenti (inclusi limiti di superficie agricola destinabile alle FER 0,8–3% e vincoli paesaggistici/culturali).
7) “Post-Pnrr”: agrisolare, agrivoltaico e comunità energetiche
Facility Parco Agrisolare (decreto Masaf 17 dicembre 2025)
- Risorse: 789 mln € (da economie di altre misure).
- Obiettivo: FV in autoconsumo su tetti di imprese agricole, zootecniche e agroindustriali, anche in vista di CER (40% risorse al Sud).
- Ammessi interventi complementari già noti: amianto, isolamento, aerazione connessa alla sostituzione del tetto.
- Novità procedurale: realizzazione impianti oltre il 2026 grazie alla “facility” (fondi trasferiti al GSE per l’erogazione).
Agrivoltaico Pnrr (impianti innovativi)
- Pubblicati a dicembre i primi decreti di concessione per un primo lotto (registro e asta).
- Attesi ulteriori decreti di concessione (anche per effetto della proroga del bando e dell’aumento delle domande).
- Tutti i progetti transiteranno nella facility Pnrr gestita dal GSE.
- Nodo scadenze: nell’impostazione prospettata, a giugno 2026 non sarebbe più richiesta la fine lavori, ma la sottoscrizione degli atti d’obbligo (convenzioni GSE-beneficiari).
Comunità energetiche rinnovabili (CER) e Pnrr
- Target rimodulato (da 2,1 GW a 1,7 GW) e contributo rivisto (dal 100% al 40%) per vincoli sugli aiuti di Stato; disponibilità scesa a circa 800 mln €.
- 30 giugno 2026: scadenza per la fine lavori degli impianti con domanda di contributo presentata e ammessa.
8) Efficienza energetica edifici: nuovo decreto “requisiti minimi” (3 giugno 2026)
Dal 3 giugno 2026 entra in vigore il nuovo decreto sui requisiti minimi. Principali novità:
- Aggiornamento norme tecniche per il calcolo della prestazione energetica.
- Introduzione dei ponti termici nell’edificio di riferimento e nuova metodologia di allocazione dell’energia cogenerata (parametri termodinamici/temperature) per i coefficienti di conversione in energia primaria.
- Requisiti per l’integrazione delle tecnologie di ricarica dei veicoli elettrici (per edifici con posti auto).
9) Recepimenti Ue: Epbd, market design, Raee e Red 3
Epbd (“case green”): ritardi e scadenze
L’Italia risulta in ritardo nel recepimento. Entro il 29 maggio 2026 ogni Stato membro deve definire una traiettoria di ristrutturazione del parco immobiliare.
Obblighi/indirizzi rilevanti della direttiva:
- In edifici pubblici > 2.000 mq e non residenziali > 500 mq, il FV diventa obbligatorio in caso di ristrutturazioni, sostituzione impianti di climatizzazione o lavori sulla copertura.
- Entro il 31 dicembre 2027, tutti i nuovi edifici residenziali e non residenziali dovranno essere dotati di impianti solari.
Market design elettrico 2024/1711 e direttiva Raee 2024/884
Sono in vigore dal 24 gennaio due decreti legislativi di recepimento:
- Market design: tra i temi in arrivo, autoconsumo a distanza e strumenti per gestire fluttuazioni di prezzo, forniture a tempo/costo fisso, maggiore chiarezza informativa in bolletta e rafforzamento delle tutele per clienti vulnerabili o in povertà energetica.
- Raee: disciplina specifica per pannelli FV domestici (<10 kW) e professionali (>10 kW). Per i Raee generati dal 13 agosto 2012 il finanziamento della gestione è posto in capo ai produttori; negli altri casi resta ai detentori del rifiuto.
Red 3 (direttiva 2023/2413): recepimento e nuovi obiettivi
Il 29 dicembre il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo di recepimento (avviata procedura d’infrazione per mancato recepimento).
Elementi principali:
- Aggiornamento obiettivi nazionali 2030: 39,4% di rinnovabili sui consumi finali lordi.
- Rafforzati obiettivi per riscaldamento e raffrescamento.
- Target indicativi settoriali: rinnovabili negli edifici, incremento quota FER nell’industria, sviluppo di tecnologie rinnovabili innovative.
- Il testo entra nella fase conclusiva verso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: solo allora sarà possibile valutare nel dettaglio l’impianto finale (inclusi i punti richiesti dal Parlamento, ad esempio sulla quota rinnovabili nei trasporti).
Articolo realizzato in collaborazione con QualEnergia.it
PUBBLICAZIONE
11/02/2026