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Auto elettriche, vendite da record in Europa: il boom spinto da prezzi bassi e caro-carburanti

Auto elettriche, vendite da record in Europa: il boom spinto da prezzi bassi e caro-carburanti

Modelli più economici, ricarica conveniente e reti in espansione superano la crisi del petrolio

L'adozione dei veicoli elettrici in Europa si sta espandendo a ritmi record. Finora nel 2026 le vendite hanno risentito positivamente dell'arrivo sul mercato di modelli più accessibili, che permettono alle case automobilistiche di allinearsi agli obiettivi climatici dell'UE. Le vendite di EV nell'Unione Europea hanno toccato volumi storici anche per effetto degli aumenti dei prezzi dei carburanti, come rilevato dall'organizzazione ambientalista Transport & Environment.

In base allo studio di Transport & Environment, da gennaio ad agosto sono stati venduti 1,64 milioni di BEV (veicoli elettrici a batteria), il 45% in più rispetto all'anno precedente. Inoltre, nel secondo trimestre del 2026 i BEV hanno superato per la prima volta le vendite di auto a benzina su un intero trimestre, rappresentando il 22% del mercato.

L'adozione dei BEV nei segmenti dei camion medi e pesanti ha registrato un aumento simile, con una crescita su base annua che ha visto raddoppiato il numero di vendite di camion medi a batteria, raggiungendo una quota del 21% nel primo semestre del 2026. I camion pesanti hanno toccato invece una quota BEV del 2,3%. Soprattutto grazie a questa diffusione, i costruttori di veicoli sono sulla buona strada per rispettare i propri obiettivi di emissioni di anidride carbonica.

Le case automobilistiche europee hanno prodotto 7 dei 10 modelli BEV più venduti ed entro la fine del 2026 sono attesi almeno 60 altri nuovi modelli, anche questo è un dato record. Tale cifra, infatti, è 4 volte superiore alla media di 15 nuovi modelli all’anno registrata nel periodo 2021-2025. Grazie a questa spinta, in base alle stime T&E, l’offerta di modelli economici al di sotto dei 25 mila euro dovrebbe arrivare a raddoppiare solo considerando l’anno in corso ed essere 7 volte maggiore rispetto al 2024.


Perchè l'auto elettrica corre in Europa

Come ha sottolineato l'International Council on Clean Transportation, tenendo conto sia dei miglioramenti nelle prestazioni sia dell'inflazione, i prezzi dei BEV sono diminuiti di circa il 18% negli ultimi 5 anni, spinti principalmente dal calo dei prezzi globali delle batterie che, al netto dell'inflazione, sono scesi di circa il 35% negli ultimi 5 anni. Il divario tra la riduzione dei costi delle batterie e i prezzi di vendita dei BEV suggerisce che potrebbe esserci un ulteriore calo dei prezzi dei BEV nei prossimi anni.


Consumatori al riparo dagli aumenti di benzina e diesel

Lo studio di T&E ha evidenziato ancora che gli automobilisti di auto a benzina e diesel continuano a pagare il prezzo della dipendenza dell'Europa dal petrolio, chi guida elettrico invece no. In data 14 settembre 2026, ricaricare un'auto elettrica a casa costava il 50% in meno rispetto all'utilizzo di un veicolo a benzina o diesel.

Tra i carburanti, il diesel è quello che ha subito l'aumento maggiore per effetto della crisi energetica, registrando un +38% dall'inizio della guerra in Iran. Significa che in Europa un pieno da 50 litri è risultato più caro di 30 euro. In generale, gli shock petroliferi degli ultimi mesi sono costati agli utenti della strada dell'UE una cifra vicina ai 53 miliardi di euro, di cui 40 miliardi riconducibili soltanto ai rincari del diesel.

Come riferimento sui vantaggi economici e senza considerare la grave crisi energetica del 2026 basta guardare ai dati del 2025. L’anno scorso grazie agli 8 milioni di auto elettriche che circolavano nell'UE è stato possibile ridurre i consumi di petrolio di 46 milioni di barili, con un risparmio pari a 2,9 miliardi di euro. Anche secondo i produttori, sarebbe stata proprio l’ultima crisi petrolifera ad aver spinto gli acquirenti verso i veicoli elettrici. Il responsabile delle vendite di VW attribuisce in parte l'aumento della domanda di EV agli aumenti dei prezzi di benzina e diesel.


Punti di ricarica pubblici sono sufficientemente diffusi sulle strade di tutta Europa

L’International Council on Clean Transportation ha spiegato anche che i punti di ricarica pubblici sono sufficientemente diffusi sulle strade di tutta Europa, sebbene la ricarica pubblica rimanga significativamente più costosa rispetto a quella privata. Per il futuro, le tecnologie di ricarica intelligente e vehicle-to-grid promettono un potenziale di risparmio, a condizione che vengano distribuite su più larga scala.

La ricerca dell’International Council on Clean Transportation ha mostrato che a settembre 2026 il numero di punti di ricarica pubblici nell'UE risultava cresciuto di quasi otto volte dal 2020. A giugno i punti di ricarica erano 1,16 milioni, il che indica che la disponibilità di caricatori pubblici sarebbe sufficiente per l'attuale parco di veicoli dell'UE.

L'infrastruttura di ricarica pubblica è composta principalmente da punti di ricarica per veicoli leggeri, a cui si aggiungono 2.450 caricatori dedicati ai veicoli pesanti. Questa espansione è in linea con gli obiettivi stabiliti dal Regolamento sulle infrastrutture per i combustibili alternativi basati sul parco veicoli e tutti gli Stati Membri, ad eccezione di Malta, hanno superato i propri target in merito. Per quanto riguarda la copertura della rete autostradale, i caricatori a corrente continua con una potenza pari o superiore a 150 kW coprono il 92% della rete, mentre i caricatori dedicati agli HDV coprono il 16%.

La distribuzione delle stazioni di ricarica tra gli Stati Membri appare ancora disomogenea ma coerente con le aree in cui i mercati automobilistici sono più ampi e l'adozione dei veicoli elettrici è più solida. Il 55% dei caricatori pubblici si concentra infatti in Paesi Bassi, Germania e Francia.

 

Articolo realizzato in collaborazione con Rinnovabili.it

PUBBLICAZIONE

05/10/2026

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