COMUNICATO STAMPA
Comunicato n. 4 del 23/02/2026 ( scarica download )
Rimini, 23 febbraio 2026 – In un mondo sempre più volatile, la sicurezza energetica è al centro, insieme alle nuove vulnerabilità delle reti, che derivano dalla scarsità di materie prime critiche, eventi climatici estremi e rischi informatici. La domanda globale di energia cresce: nel World Energy Outlook 2025, l’IEA (International Energy Agency) ne rileva un aumento di quasi il 60% dal 2000, con un incremento significativo nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo. Entro il 2035 questa domanda potrebbe arrivare ad aumentare fino a oltre il 50%. Nonostante il 2025 sia stato il terzo anno più caldo di sempre, con un deludente esito della COP30 di Belém, è stato anche l’anno in cui – nel primo semestre – le rinnovabili hanno superato il carbone.
SCENARIO – L’Energy Transition Outlook 2025-2026 di Wood Mackenzie considera lontani gli obiettivi dell’Accordo di Parigi individuando in un incremento del 30% degli investimenti annuali (4,3 trilioni di dollari all’anno fino al 2060) la strada per contenere l’aumento della temperatura media terrestre entro i 2° C. La leadership della transizione energetica è sempre più detenuta dalla Cina, con una nuova sfida legata all’Intelligenza Artificiale: si stima che i data center potrebbero consumare 3.500 TWh nel 2050, ma che allo stesso tempo questa tecnologia potrebbe essere cruciale per ottimizzare i sistemi energetici. Seppure al ribasso e non all’altezza dell’impegno della COP28, le previsioni dell’IEA, nel rapporto Renewables 2025, indicano che la capacità globale di energia rinnovabile raddoppierà entro il 2030, aumentando di 4.600 GW, con il solare a rappresentare quasi l’80% della crescita. Sempre entro il 2030, le rinnovabili variabili genereranno quasi il 30% dell’approvvigionamento elettrico globale (il doppio rispetto a oggi).
Secondo la European Electricity Review di Ember, per la prima volta nel 2025 l’eolico e il solare hanno superato i combustibili fossili nella produzione di elettricità in 14 Paesi dell’UE arrivando alla quota record del 30% contro il 29% dei fossili. Le rinnovabili in generale hanno prodotto il 48% dell’elettricità dell’UE.
In Italia, secondo Terna, la produzione di energia eolica e fotovoltaica è cresciuta di oltre il 50% negli ultimi sei anni, a fronte di un calo (-13,5%) della produzione da carbone: il ritmo di crescita della capacità rinnovabile del Paese è oggi superiore ai 7 GW l’anno (era 1 GW nel 2021). Considerando tutte le rinnovabili, nel 2025 la capacità complessiva è aumentata di 7.191 MW, attestandosi a 83.519 MW di potenza (43.513 MW di solare e 13.629 MW di eolico) e superando l’obiettivo del decreto Aree idonee per il quinquennio 2021-2025, con 57,1 GW installati fra solare ed eolico. Nel 2025, le rinnovabili hanno coperto il 41% della domanda (contro il 42% del 2024).
Dal punto di vista normativo, il 2025 è stato l’anno dell’aggiornamento del meccanismo dell’Energy Release, recentemente rivisto da Bruxelles e che attualmente prevede l’anticipazione di energia a prezzo calmierato per i comparti industriali che ne fanno elevato uso, a fronte dell’impegno a realizzare impianti rinnovabili con il doppio della potenza rispetto a quella assegnata. A marzo 2025, al termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse, il GSE ha ricevuto 559 istanze che hanno coinvolto 3.400 soggetti energivori, per un volume di energia elettrica totale richiesta oltre i 70 TW. Il meccanismo permetterà di realizzare nuova capacità rinnovabile per oltre 5 GW. Inoltre, il 28 febbraio 2025 è entrato in vigore il decreto FerX transitorio: al 15 settembre le richieste di iscrizione alle prime procedure competitive sono state 870 per un totale di quasi 12 GW di potenza (818 per 10.093 MW di impianti fotovoltaici e 52 per 1.672 MW di impianti eolici).
FOCUS SOLARE – Il World Energy Outlook 2025 dell’IEA dichiara il fotovoltaico la tecnologia più economica della storia dell’energia per competitività, rapidità d’installazione e accesso diffuso, prevedendo un raddoppio della capacità nei prossimi cinque anni. Uno scenario confermato da Ember secondo cui nei primi tre trimestri del 2025, la produzione solare è aumentata di 498 TWh (+31%) superando la produzione totale di tutto il 2024. La Cina ha contribuito per oltre la metà a questa crescita, con 280 TWh (+44%), davanti a Stati Uniti (+71 TWh, +30%) e UE (+52 TWh, +20%). Nel rapporto Renewables 2025 sempre l’IEA stima che nei prossimi cinque anni la nuova potenza fotovoltaica installata a livello globale dovrebbe raggiungere i 3,6 TW, guidata dagli impianti su tetto. Secondo l’EU Solar Market Outlook 2025-2030 di Solar Power Europe, nel 2025 il mercato solare dell’UE ha subito una contrazione per la prima volta nell’ultimo decennio (-0,7%), con 65,1 GW contro i 65,7 GW del 2024. Una decelerazione destinata a continuare nel 2026 e nel 2027: nonostante l’Europa abbia già raggiunto e superato l’obiettivo 2022 di 400 GW – arrivando a 406 GW di nuove installazioni – e a giugno 2025 il solare sia diventato per la prima volta in assoluto la principale fonte di elettricità con una quota annuale nell’approvvigionamento superiore al 13%, i ricercatori ritengono improbabile che si possa raggiungere l’obiettivo di 750 GW entro il 2030. A fronte di una crescita delle installazioni su scala industriale, che hanno rappresentato oltre la metà della nuova capacità nel 2025, il mercato residenziale si è indebolito passando dal 28% del 2023 al 14% del 2025.
La European Electricity Review di Ember ha rilevato una crescita di oltre un quinto (+20,1%) per il quarto anno consecutivo del solare in Europa, che ha toccato la quota record del 13%: in Ungheria, Cipro, Grecia, Spagna e Paesi Bassi il fotovoltaico ha coperto oltre un quinto dell’elettricità, mentre in Italia la quota è salita del 24% in un anno, raggiungendo il 17%. Secondo Terna, in Italia nel 2025 la produzione fotovoltaica ha toccato un nuovo record raggiungendo i 44,3 TWh, in crescita del 25,1% sul 2024. In calo il dato della nuova potenza allacciata (6,4 GW, -5% vs 2024). Complessivamente, a fine 2025 si contavano in Italia circa 2,1 milioni di impianti per una potenza di 43,5 GW.
Sul fronte dell’agrivoltaico, secondo le analisi di Althesys per AIAS, la prospettiva è raggiungere i 7,7 GW di impianti agrivoltaici avanzati entro il 2030. In Italia nei primi nove mesi del 2025 sono stati sviluppati 11,5 GW di progetti, di cui 1,4 GW elevati. Il settore cresce velocemente anche nel resto d’Europa, che, secondo Solar Power Europe, conta attualmente oltre 200 progetti in almeno dieci Paesi, con una capacità complessiva di oltre 15 GW. La Francia è il mercato più maturo con una crescita attesa di circa è 1-2 GW di nuova capacità all’anno a partire dal 2026.
FOCUS EOLICO – Nel rapporto Renewables 2025 l’IEA prevede che, nonostante le sfide legate alla catena di approvvigionamento, ai costi crescenti e ai ritardi nelle autorizzazioni, la capacità eolica globale raddoppierà entro il 2030, superando i 2.000 GW. Ad affrontare le maggiori criticità sarà l’offshore, con previsioni di crescita per i prossimi cinque anni riviste al ribasso a causa del cambio di scenario politico negli Stati Uniti e delle cancellazioni o ritardi di progetti in Europa, Giappone e India. Nel periodo 2025-2030 la capacità eolica onshore aumenterà del 45%, raggiungendo i 732 GW. La capacità offshore raggiungerà i 140 GW, più che raddoppiando la crescita del quinquennio precedente, con un mercato annuale che passerà da 9,2 GW nel 2024 a oltre 37 GW entro il 2030. La Cina rappresenterà quasi il 50% di questo incremento. Solo in Europa, entro il 2030 il mercato annuale raggiungerà i 14,6 GW. Le catene di fornitura degli elementi delle terre rare per le turbine eoliche, così come per il solare fotovoltaico, rimarranno fortemente concentrate in Cina, evidenziando i rischi per la sicurezza della catena di fornitura. Il Paese domina già l’estrazione (60%) e la raffinazione (90%) delle terre rare, con circa il 90% della produzione di magneti qui localizzata. Secondo le previsioni dell’IEA l’estrazione e la raffinazione rimarranno fortemente concentrate in Cina fino al 2030. Secondo WindEurope, attualmente l’Europa dispone di 291 GW di capacità eolica, di cui 254 GW onshore e 37 GW offshore. I soli Paesi dell’UE-27 dispongono di 236 GW (215 GW onshore and 21 GW offshore). Si prevedono 22 GW di nuovi parchi eolici all’anno dal 2025 al 2030, con una capacità installata cumulativa di 344 GW (di cui 298 GW onshore e 46 GW offshore), a fronte di un obiettivo di 425 GW entro il 2030. Nei primi sei mesi del 2025 in Europa sono stati installati 6,8 GW lordi di nuova capacità eolica, di cui 5,3 GW nell’UE-27, con l’onshore a rappresentare l’89%, per un totale di 6 GW. Con 2,2 GW installati, la Germania è stata il paese con il maggior incremento, seguita da Spagna (889 MW) e Regno Unito (760 MW). L’Italia ha installato 322 MW onshore. Per Ember, nella sua ultima European Electricity Review, l’eolico è stato nel 2025 la seconda fonte elettrica dell’UE a quota 17%. In tutto il 2025, i dati di Terna hanno rilevato una lieve diminuzione (-3,3%) della produzione da fonte eolica in Italia.
FOCUS EFFICIENZA ENERGETICA – Il rapporto Energy Efficiency 2025 dell’IEA stima il progresso complessivo dell’efficienza energetica mondiale a circa 1,8% nel 2025, in aumento rispetto al 2024, ma ancora lontano dall’obiettivo del 4% annuo entro il 2030 della COP28. Gli investimenti nelle tecnologie e misure di efficienza energetica a livello globale sono stimati intorno a 800 miliardi di dollari nel 2025, includendo interventi nei settori industriale, edifici e trasporti, in crescita del 6% rispetto al 2024 e di oltre il 70% rispetto al 2015. Le azioni di efficienza energetica intraprese a partire dal 2000 hanno ridotto le bollette energetiche delle famiglie nelle economie avanzate fino al 20% e migliorato la competitività delle aziende con le industrie che oggi producono il 20% in più di valore per unità di energia consumata rispetto al 2000. Nel 2025, i governi hanno implementato oltre 250 politiche nuove o aggiornate in paesi di tutto il mondo, che da soli rappresentano oltre l’85% della domanda energetica globale. A livello europeo, l’efficienza energetica continua a essere un pilastro: la Commissione ha adottato direttive e piani di azione e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha approvato 17,5 miliardi di euro di finanziamenti nel triennio 2025-2027 per sostenere l’efficientamento energetico di oltre 350.000 piccole e medie imprese, con l’obiettivo di mobilitare complessivamente più di 65 miliardi di euro. Dal punto di vista delle costruzioni, entro maggio 2026 gli stati membri dell’UE dovranno recepire la direttiva EPBD che prevede un calo di almeno il 55% del consumo medio di energia primaria attraverso la ristrutturazione del 43% degli edifici residenziali con le prestazioni peggiori. Al 2030 la riduzione del consumo medio di energia primaria deve raggiungere il 16% rispetto al 2020, con un innalzamento al -20/22% nel 2033. Lo studio “La via italiana alla Direttiva Case Green” realizzato dal Centro Studi di Fondazione Geometri Italiani rileva che, grazie agli interventi realizzati tra il 2020 e il 2024 attraverso il Superbonus 110% e altre detrazioni fiscali, l’Italia ha già registrato un calo del -9,1% dei consumi. Il Paese, secondo gli ultimi dati diffusi dal Politecnico di Milano, si colloca al quinto posto in Europa per efficienza energetica, con un valore migliore rispetto alla media europea di circa il 16%. Inoltre, tra il 2023 e il 2024 i consumi energetici finali nel settore residenziale sono diminuiti di circa 8% pro capite, a testimonianza dei progressi nell’efficientamento degli usi domestici.
FOCUS ACCUMULO – Nel suo rapporto Renewables 2025, l’IEA considera cruciale per la sicurezza elettrica la velocità con cui vengono implementate nuove reti, sistemi di accumulo e altre fonti di flessibilità del sistema elettrico. Gli investimenti nella produzione di energia elettrica sono aumentati di quasi il 70% dal 2015, ma la spesa annua per la rete è aumentata meno della metà, raggiungendo i 400 miliardi di dollari. Le aggiunte annuali di sistemi di accumulo a batterie hanno raggiunto oltre 75 GW nel 2024. McKinsey prevede una domanda di storage entro il 2030 compresa tra 450 e 620 GW, per un giro d’affari stimato fra i 120 e i 150 miliardi di dollari. BloombergNEF ha stimato una capacità annuale di accumulo energetico installata a livello mondiale nel 2025 di circa 92 GW di potenza e 247 GWh di capacità, con una crescita di circa il 20% rispetto al 2024 e una forte prevalenza di sistemi di grid-scale (circa l’85 % delle nuove installazioni). In Europa, secondo Solar Power Europe, la capacità cumulata sarà fra i 66 e i 183 GW entro il 2029, proveniente in particolare da impianti utility scale. La Germania si conferma mercato chiave, guidando le installazioni europee, che dovrebbero raggiungere i 7 GW entro il 2034, coprendo tutti i segmenti, ma con il rischio di colli di bottiglia infrastrutturali. L’Italia si conferma uno dei mercati più dinamici.
Gli ultimi dati di Terna riportano nel Paese un aumento della potenza nominale in esercizio nel 2025 pari a 1.743 MW, di cui 723 MW utility scale, per un totale di 884.404 installazioni (17.920 MWh di capacità e 7.362 MW di potenza nominale), con una prevalenza di impianti di grande taglia. A settembre 2025, inoltre, si è tenuta la prima asta del MACSE (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico) che ha visto assegnati 10 GWh di capacità (100% del fabbisogno).
Secondo la European Electricity Review di Ember l’Italia è leader in UE nelle batterie, concentrando circa il 20% (1,9 GW) della capacità operativa degli accumuli di grandi dimensioni di tutta l’Unione.
FOCUS IDROGENO – Il rapporto Global Hydrogen Compass 2025 del Hydrogen Council e McKinsey & Company rileva investimenti complessivi globali per lo sviluppo dell’idrogeno superiori a 110 miliardi di dollari, con oltre 500 progetti già in costruzione, operativi o oltre la decisione finale di investimento: un aumento di 35 miliardi in un solo anno, che conferma la crescita media del 50% dal 2020. La Cina è il Paese maggiormente attivo con 33 miliardi di dollari di investimenti, più del 50% della capacità mondiale di idrogeno rinnovabile, il 65% della capacità mondiale di elettrolizzatori installata e quasi il 60% della capacità produttiva. L’Europa, con 19 miliardi di dollari, si posiziona al terzo posto, ma rappresenta quasi due terzi della domanda globale attesa al 2030. Secondo l’IEA, nel suo World Energy Outlook 2025, la produzione mondiale di idrogeno verde dovrebbe arrivare a 4,2 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030. Sempre l’Agenzia, ma nel Global Hydrogen Review 2025, evidenzia come la domanda globale di idrogeno abbia raggiunto quasi 100 milioni di tonnellate nel 2024, con un incremento del 2% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, la crescita continua a concentrarsi in settori tradizionali, come la raffinazione del petrolio e la produzione chimica. Sebbene la domanda da nuove applicazioni stia crescendo, rappresenta ancora meno dell’1% del totale della domanda. In Europa, lo European Hydrogen Markets Monitoring Report 2025 di ACER mostra come il mercato dell’idrogeno sia un settore in crescita, anche se ancora distante dell’obiettivo di 40 GW al 2030. La capacità degli elettrolizzatori installati nell’Unione è aumentata del 51% nel 2024, raggiungendo i 308 MW, con ulteriori 1,8 GW attualmente in fase di costruzione. Per quanto riguarda i consumi, la domanda totale di idrogeno nell’UE si è attestata a 7,4 milioni di tonnellate nel 2024. Secondo il Clean Hydrogen Monitor 2025 di Hydrogen Europe, per essere raggiunti gli obiettivi europei richiederebbero una crescita annua del 149%, contro il 42% attuale. Il report prevede che al 2030 in Italia sarà installato solo circa il 10% del target (0,3 GW) di 2,7 GW di elettrolizzatori. Secondo H2IT, però, le Regioni si stanno impegnando: ne sono un esempio, la Lombardia, che con il treno a idrogeno sta realizzando un flagship project unico a livello europeo, e la Puglia, tra le prime Regioni a dotarsi di una strategia sull’idrogeno.
FOCUS MOBILITÀ ELETTRICA – A livello globale, secondo il rapporto Renewables 2025 dell’IEA le energie rinnovabili aumenteranno la loro quota nella domanda energetica del settore dei trasporti dall’attuale 4% al 6% nel 2030, principalmente in Cina e in Europa. Si prevede che i veicoli elettrici rappresenteranno oltre il 15% del parco veicoli entro il 2030 e che la loro quota nelle vendite di auto nuove si assesterà fra il 40% e il 50% entro il 2035. Ember ha rilevato come nel mondo oltre il 25% delle nuove auto vendute nel 2025 sia stato elettrico, con una crescita trainata dai mercati emergenti: 39 Paesi hanno raggiunto una quota di vendite superiore al 10%, un terzo dei quali al di fuori dell’Europa. La Cina ha superato per la prima volta quota 50%. Per l’Europa, la fine del 2025 ha segnato un momento cruciale, dopo che Bruxelles ha ufficializzato l’addio al totale abbandono dei motori termici nel 2035. Il nuovo obiettivo prevede la riduzione del 90% delle emissioni dei veicoli complessivamente immessi sul mercato dal 2035, lasciando spazio anche ad altre tecnologie come biocombustibili ed e-fuel. Secondo ACEA, l’Associazione europea dei costruttori di automobili, nel 2025 la Germania ha dato il contributo maggiore alla crescita di immatricolazioni dei veicoli elettrici in Europa, con oltre 434.600 nuove immatricolazioni e uno dei tassi di crescita più forti nell’Unione (+39,4% su base annua). La Spagna ha registrato l’aumento più marcato (89,7%), l’Italia ha segnato +26,5%.
Il PNIEC italiano ha fissato un obiettivo di 6,6 milioni di veicoli ricaricabili a batteria circolanti entro il 2030, con una quota del 34,2% di energia rinnovabile nel settore trasporti. Nel 2025, secondo dati aggiornati a gennaio 2026 di Motus-E, le auto elettriche circolanti in Italia sono state 365.091, con 94.230 immatricolazioni full electric (+46,14% rispetto al 2024) e una quota di mercato del 6,2%. A livello regionale, in testa la Lombardia con 23.768 veicoli (+42,68% rispetto al 2024). Seguono: Lazio (+55,09% con 12.244 immatricolazioni), Veneto (+33,64% con 7.595 veicoli), Trentino Alto-Adige (+69,83% e 7.430 veicoli), Emilia-Romagna (+37,52%) e Piemonte (+29,57%). A livello europeo, il 2025 ha registrato un incremento della market share delle BEV in tutti i maggiori Paesi, con Olanda (36,85%) e Belgio (33,96%) in testa, seguiti da Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Italia. Al 30 settembre 2025 risultavano installati in Italia 70.272 punti di ricarica pubblica (in aumento di 29.933 unità) e 1.274 sulle autostrade, di cui l’86% di tipo veloce in corrente continua e il 63% oltre i 150 kW di potenza. Il primato è stato della Lombardia (14.242 punti installati, +2.255 in 12 mesi), seguita da Lazio (7.447 punti), Piemonte (6.777), Veneto (6.408) ed Emilia-Romagna (5.489). La classifica delle Province vede Roma in testa, seguita da Milano, Napoli, Torino e Brescia.
FOCUS SUSTAINABLE CITY – Oltre metà della popolazione mondiale vive oggi in aree urbane, mentre in Europa sono circa 340 milioni (75%). Nel 2050 sarà oltre il 70% delle persone nel mondo a vivere nelle città. A livello globale ed europeo, il Cities in Motion Index 2025, pubblicato dalla IESE Business School, ha classificato come città più sostenibili al mondo Londra, New York e Parigi; nella top ten anche Tokyo, Berlino, Copenaghen, Oslo, Singapore e San Francisco. In Italia, il PNRR ha dato impulso alla riqualificazione di aree degradate, alla riconversione di edifici pubblici e allo sviluppo di nuove infrastrutture. Secondo il rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente, la media del punteggio di sostenibilità dei 106 capoluoghi italiani si è attestata al 54,24%, in calo di circa 3,8% rispetto al 2023, con forti disparità territoriali: Trento e Mantova sono le città più performanti, Reggio Calabria in fondo alla classifica.
FOCUS COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILI – A novembre 2025 il MASE ha ridotto del 64% la dotazione finanziaria destinata alle Comunità Energetiche Rinnovabili prevista dal PNRR, passando da 2,2 miliardi a 795,5 milioni di euro, di cui al 20 novembre 2025 772,5 milioni già richiesti, per una potenza di circa 1.760 MW, superando l’obiettivo di 1.730 MW. Al 31 dicembre 2025, secondo gli ultimi dati del GSE, la capacità installata complessiva ha raggiunto 174,5 MW, con 1.805 configurazioni operative e 18.263 membri. A livello regionale, il Piemonte è in testa (288 configurazioni e 49 MW), seguito da Lombardia (261 configurazioni e 17 MW), Veneto (199 configurazioni e 18 MW), e Sicilia (169 configurazioni e 11 MW). Nell’anno sono entrati in esercizio 1.055 impianti (in crescita rispetto ai circa 500 del 2024), con circa 68 MW installati (in leggero calo rispetto ai 69,2 MW) e 9.245 membri. Il 43% delle CER italiane ha una potenza tra 0 e 10 kW, circa il 20% raggiunge i 20 kW.
FOCUS GREEN JOBS & SKILLS – L’occupazione nel settore energetico è una delle principali fonti di crescita occupazionale nel mondo. Il World Energy Employment 2025 dell’IEA mostra come stia crescendo a un ritmo doppio rispetto al tasso dell’economia complessiva. Nel 2024 l’occupazione nel settore ha raggiunto a livello globale i 76 milioni, contribuendo per il 2,4% a tutti i posti di lavoro netti creati negli ultimi cinque anni. Il solare fotovoltaico è il motore chiave, ma anche la crescente elettrificazione di altri settori sta rimodellando le tendenze occupazionali, con un aumento di quasi 800.000 posti di lavoro nella produzione di veicoli elettrici e batterie. Allo stesso tempo, l’offerta di nuovi lavoratori qualificati non tiene il passo con le esigenze del mercato e questa carenza costituisce, insieme all’invecchiamento della forza lavoro, una delle principali preoccupazioni per le aziende. Per evitare che il divario si aggravi ulteriormente, entro il 2030 il numero di nuovi lavoratori qualificati nel settore energetico a livello globale dovrebbe aumentare del 40%. Inoltre, riqualificare i lavoratori potrebbe contribuire a colmare le lacune di manodopera qualificata. Anche secondo l’ultimo Global Climate Talent Stocktake di LinkedIn le competenze sostenibili stanno rapidamente diventando fondamentali per le aziende: la ricerca di talenti nel settore green è cresciuta nel 2025 a un ritmo doppio (8%) rispetto all’offerta (4%). Sempre secondo LinkedIn, nel suo Green Skills Report 2025, i profili con competenze verdi hanno un tasso di assunzione superiore del 43,7% rispetto alla media. In Italia, la quota di lavoratori con almeno una green skill su LinkedIn è passata dal 15,8% nel 2021 al 17,5% nel 2025. Le competenze che hanno registrato la crescita più significativa sono sustainable business strategies, conservation issues e operational efficiency. Tra i settori più attivi nelle assunzioni green, agricoltura e allevamento, con il 39,33% dei nuovi contratti legati alla sostenibilità, seguiti da servizi ed edilizia. Infine, i dati del sistema informativo Unioncamere-Excelsior, basati sul Report Previsivo Unioncamere - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (2025-2029), hanno rilevato un fabbisogno complessivo di 4 milioni di lavoratori con competenze green per il quinquennio 2025-2029, destinato a coinvolgere ben due terzi del fabbisogno occupazionale del Paese.
ABOUT KEY 2026
Qualifica: Fiera internazionale; Organizzazione: Italian Exhibition Group S.p.A.; Periodicità: annuale; Edizione: 4°; Date: 4-6 marzo 2026; mail keyenergy@iegexpo.it; Website: http://www.key-expo.com; Facebook: https://www.facebook.com/keyexpo/; Instagram: https://www.instagram.com/key_expo/; LinkedIn: https://www.linkedin.com/company/keyenergy/
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